Agriturismo Collina Toscana Resort Monsummano Terme

Collina Toscana Resort Agriturismo Monsummano Terme
AGRITURISMO, DOLCE AGRITURISMO.
Collina Toscana Resort Agriturismo Monsummano Terme
Agriturismo Camere Appartamenti Servizi Prodotti Aziendali Photo Gallery Prezzi Dove Siamo Informazioni
 

MONSUMMANO TERME e MONSUMMANO ALTO

MONSUMMANO TERME
Nel nord della Toscana, vicina a Firenze, Pistoia, Montecatini e Lucca, Monsummano Terme offre ai suoi ospiti un'ampia ed autonoma possibilità di scelta di percorsi d'arte e cultura, di escursioni naturalistiche, di centri per la cura del corpo e per le attività sportive. Il paese è dominato dal colle di Monsummano Alto che si erge isolato al margine occidentale della catena delMontalbano, in posizione dominante su tutta la Valdinievole. Abitato già dall'Alto Medioevo, il colle fu sede di un castello, documentato fin dal 1005, che, costituitosi in comunità autonoma, dopo alterne vicende fu sottoposto alla Signoria fiorentina. All'interno del circuito ellittico delle mura, quasi interamente conservate con le suggestive porte, restano oggi i ruderi della possente torre pentagonale, di quella detta del Cassero, e la chiesetta romanica di S. Nicolao dal caratteristico campanile sotto il quale si apre un passaggio che collega la piazza del sagrato, ove si affacciano gli edifici della canonica e della foresteria, al belvedere. Il colle di Monsummano fronteggia quello di Montevettolini, borgo di origine medioevale, anch'esso sottomesso alla Signoria fiorentina. Diversarnente dal castello di Monsummano, in forte declino già alla fine del Trecento, quello di Montevettolini fu favorito, soprattutto a partire dal XVI secolo, da Firenze e dai Medici che lo elessero a luogo di sosta e residenza estiva, trovandosi il suo territorio ai limiti estremi del "Barco Reale", la grande riserva di caccia dei granduchi medicei che si estendeva lungo la catena del Montalbano. Dell'impianto medioevale dell'abitato si conservano tra l'altro il Palazzo Comunale, risalente al XIII secolo, la cui facciata è decorata da stemmi in pietra e terracotta invetriata, e la pieve di S. Michele, costruita nel XII secolo e trasformata a più riprese fino ad assumere nel Settecento l'aspetto attuale. La chiesa conserva pregevoli dipinti, tra cui una "Madonna con Bambino e Santi" di Piero di Cosimo (1462-1521), una "Assunta" di Santi di Tito (1536-1603), oltre ad un Crocifisso in legno policromo del XIV secolo. Nel 1595 Ferdinando I affidò all'architetto Gherardo Mechini la costruzione della sontuosa villa, oggi dei principi Borghese, nella quale furono incorporati resti dell'antica rocca. Anche la fondazione di Monsummano, ai piedi del colle omonimo, è legata al nome del granduca Ferdinando e del suo architetto di fiducia. Infatti, a seguito dei prodigiosi eventi accaduti negli ultimi decenni del Cinquecento, tra i quali lo scaturire improvviso di una fonte sul luogo della miracolosa immagine della Vergine venerata in un tabernacolo, nel 1602 il granduca incaricò il Mechini della costruzione di un grande santuario in onore della Madonna detta appunto della Fontenuova. Il Mechini progettò una chiesa monumentale, a croce latina, circondata da un ampio portico e da una piazza in grado di accogliere grandi folle sulla quale si affacciavano le case dei Canonici e "l'Osteria dei Pellegrini" (Biblioteca, Archivio e Museo Civico), delineando così l'assetto del futuro abitato. Tra il 1630 e il 1633, il pittore fiorentino Giovanni da San Giovanni affrescò le lunette del portico della chiesa che narrano i miracoli della Madonna della Fontenuova e la storia della costruzione del Santuario.
All'interno l'edificio conserva l'originaria veste barocca con altari in marmi policromi ed il soffitto in legno dorato impreziosito dalle tele di Matteo Rosselli, Gregorio Pagani e di altri artisti fiorentini, l'altare maggiore ingloba l'antico tabernacolo con l'immagine miracolosa. Annesso alla chiesa si trova un piccolo museo che custodisce, oltre a numerosi ex-voto, un Crocifisso in avorio attribuito al Giambologna e la preziosa corona in oro smaltato e gemme donata dal Granduca Cosimo II al Santuario. Il XIX secolo costituisce un altro momento importante della storia di Monsummano per la presenza di due personalità del mondo politico e letterario: il poeta Giuseppe Giusti (1809-1850), la cui casa natale, con arredi e decorazioni di gusto neoclassico, è stata recentemente restaurata e trasformata in museo, e Ferdinando Martini (1841-1928), letterato e uomo politico, la cui villa, nota come Villa di Renatico, è attualmente sede di mostre e convegni. Alla metà dell'Ottocento risale inoltre la scoperta delle grotte termali dalle particolari proprietà terapeutiche: grotte calde naturali, oggi affiancate da moderni stabilimenti termali, dove si pratica l'antroterapia, indicata nelle forme neuroartritiche, nelle malattie del ricambio, nelle affezioni delle vie respiratorie, per la riabilitazione dopo fratture e traumi. All'attività curativa delle Terme fa poi riscontro una qualificata dotazione di impianti sportivi con piscine, tennis, piste per atletica e jogging ed il complesso del Golf "della Pievaccia" con percorso di diciotto buche. Il carattere delle grotte termali tra le più famose nel loro genere in Europa, si lega alla particolare morfologia del colle di Monsummano ove è possibile leggere la storia geologica della regione: un museo ed un sentiero opportunamente attrezzato mettono in rilevo la stratigrafia delle formazioni litologiche della serie toscana. Alla conformazione del colle sono inoltre associate peculiari caratteristiche vegetazionali e floristiche, come la presenza di numerose orchidee spontanee delle quali sono state segnalate fino a 24 specie diverse. Ma l'emergenza naturalistica dell'intero territorio è senz'altro rappresentata dal vicino Padule di Fucecchio, una vasta zona umida di rara bellezza - per la cui tutela è allo studio la creazione di una auspicata Riserva Naturale - ricca di presenze floristiche e faunistiche di grande interesse: dalla felce reale a varie specie di ninfee, dal morso di rana all'otricolaria (una piccola pianta carnivora), dagli aironi che nidificano in colonia (fra cui la splendida sgarza ciuffetto), a visitatori come la gru e la cicogna nera per un totale di oltre 150 specie di uccelli. Un vero e proprio paradiso per gli amanti della natura e del birdwatching.

MONSUMMANO ALTO - IL CASTELLO
Il colle di Monsummano sorge alle falde settentrionali del Montalbano, elevandosi con la sua forma tronco conica per circa 340 metri sul livello del mare, dove il torrente Nievole si getta nella pianura. Luogo viario strategico, in posizione dominante sul Padule di Fucecchio e sulla Valdinievole, il colle di Monsummano Alto fu fortificato almeno dall'XI secolo con un sistema difensivo accresciuto ed ampliato nel corso del tempo fino a comprendere nel basso medioevo tutta la sommità del colle. Del castello di Montesommano si hanno notizie documentarie a partire dal 1005, quando dipendeva dalla abbazia di Sant'Antimo in Val d'Orcia e fu in parte ceduto a Ildebrando degli Aldobrandeschi. Dopo vari passaggi di proprietà, nel 1218 il castello fu venduto al Comune di Lucca, benché già da alcuni anni gli abitanti del castello si fossero costituiti in comune rurale con proprie magistrature.
Nel 1328, dopo la morte di Castruccio Castracani, Monsummano aderì con Montevettolini ed altri undici castelli alla Lega della Valdinievole contro Firenze, alla quale dovette tuttavia sottomettersi un anno dopo, per accogliere poi, nel 1331, il primo podestà imposto dalla città dominante, secondo quanto stabilito dal nuovo statuto. In seguito la signoria fiorentina, pur continuando ad inviare i propri podestà ad amministrare la giustizia nel castello, si impegnò a mantenere i diritti sanciti dagli statuti, che si conservano presso l'Archivio Comunale nell'edizione del 1372. L'appartenenza al distretto fiorentino soffocò lo sviluppo della comunità di Monsummano, che già dalla fine del XIV secolo, configuratasi come borgo rurale, si avviò verso una progressiva decadenza, determinata anche dal rimpaludamento dei terreni circostanti il colle e dalla conseguente interruzione dei percorsi viari. A partire dagli inizi del Seicento, ai piedi del colle di Monsummano si andò sviluppando intorno al Santuario della Madonna della Fontenuova l'abitato di Monsummano Terme. Capoluogo della Comunità delle Due Terre, che comprendeva anche il castello di Montevettolini, il nuovo centro assunse ben presto interamente le funzioni economiche e amministrative del territorio. Dell'antico castello sul colle si conservano oggi i resti della cerchia ellittica delle mura, che lo cingevano per un perimetro di circa due chilometri, e due delle tre porte di accesso: la porta di "Nostra Donna", a nord-ovest, e quella detta "del Mercato" o "Porticciola", che si affaccia, pressoché intatta, verso il colle di Montevettolini. Delle numerose torri di cui era munito il castello resta, all'estremità occidentale della cinta muraria, una robusta torre pentagonale, diruta, che è una tra le più imponenti di tutta la provincia. Al suo interno si poteva accedere solo da una piccola apertura posta a circa 7 metri da terra, raggiungibile con una scaletta a pioli, probabilmente retrattile. Nella sua forma attuale l'impianto della torre, restaurato in parte nel primo Novecento, è databile agli inizi del XIV secolo. L'edificio meglio conservato del borgo è la chiesa di San Nicolao, prospiciente l'antica platea communis, fondata nell'XI secolo e compresa, nel plebato di Neure (o de Montecatino), entro la diocesi medievale di Lucca. La chiesa, che nella sua forma attuale risale ai primi decenni del XIII secolo, ha un impianto sobrio e austero, ad una sola navata con presbiterio soprelevato, copertura a capriate ed abside semicircolare, nascosta all'esterno da una costruzione più tarda. La muratura è in pietra a vista e la facciata presenta in alto segni di rimaneggiamenti successivi. Da una gradinata si accede al portale centrale d'ingresso, inquadrato da massicci stipiti e architrave, sul quale si imposta l'arco a sesto acuto della lunetta. In alto, appena sotto gli spioventi del tetto, si apre un piccolo oculo centrale. All'interno due altari barocchi sono addossati, l'uno di fronte all'altro, alle pareti laterali dell'aula. All'altare di sinistra la pregevole Annunciazione seicentesca di scuola toscana appare purtroppo in pessimo stato di conservazione, così come le formelle con Scene della Vita di Cristo e di Maria, legate ai misteri del Rosario, che inquadrano, sull'altare di fronte, la nicchia contenente la statua della Vergine. L'opera più interessante che si conserva nella chiesa è il grande Crocifisso ligneo, databile tra il XIV e il XV secolo, che sovrasta la navata dal centro del presbiterio, in una teca posta sopra l'altare maggiore. Il corpo della chiesa è affiancato a sud dal campanile quadrangolare, di impianto più tardo, impostato su di un arco a tutto sesto, che dà accesso, da una galleria voltata a botte, ad una terrazza naturale affacciata sulla valle, dove si apre la porta laterale della chiesa. In questo spazio si trova, a nord, l'antica chiesa di San Sebastiano, di fronte alla quale recenti scavi hanno portato alla luce le fondamenta di due edifici, dove sono stati rinvenuti frammenti di ceramica di varie epoche. Seminascosti dalla boscaglia che circonda il nucleo centrale del castello si conservano ad ovest i resti di un convento e nella zona orientale, nei pressi della torre, i ruderi dell'antico Spedale di San Bartolomeo.
 

le camere

gli appartamenti

Disponibilità
Nome Cognome
e-mail telefono
Arrivo Partenza
Adulti Bambini
Storia del Territorio
Eventi del Territorio
Tour in Toscana
Visita il sito Mariotti Hotels Montecatini Terme
Collina Toscana Resort - Via delle Rave, 901 Località Pozzarello 51015 Monsummano Terme (PT)
Tel. +39.0572.70661 - Fax +39.0572.771293 - E-mail: info@collinatoscanaresort.it
Visita l'Hotel Columbia a Montecatini Terme